Fin da bambina Silvia Scaramucci ha avuto una forte propensione per la creatività. Diventata grande ha cercato di seguire il suo talento trasferendosi dalla natia Ascoli Piceno nella grande Milano, dove ha frequentato il corso di Shoes and Accessories Design presso lo IED. 

Il suo bisogno di esprimersi ed esprimere la propria creatività l’hanno portata – a soli vent’anni – a fondare la società Make a Mark, dove sviluppa i suoi prodotti innovativi e sorprendenti. Vedremo cosa ci riserverà la sua costante ricerca di novità per il futuro.

 

 

Qual è il tuo rapporto con la moda? E con il design invece?

Non amo distinguere moda e design dato che per me l’una è inscindibile dall’altro, fin quasi a confondersi. Design significa “progettazione” e progettare per me è la sintesi tra esperienza e prodotto, tra linee ed essenza, è chiudere gli occhi e farsi prendere la mano dall’impulso creativo, scardinando talvolta anche tutti i punti di riferimento. Un bravo designer, di moda e non solo, cerca di sfidare l’ignoto: io ci sto provando e la strada è ancora lunga.

 

 

Tu dici di creare sia per “esprimerti” che per “sorprendere”. Ci spieghi meglio?

L’ideazione e la creazione di un progetto prendono vita dalla voglia di esprimermi, di comunicare, di buttar fuori le esperienze, le emozioni e il mio io. Sorprendere me stessa e gli altri è la causa dietro il mio progettare ed è proprio questo sentimento spontaneo che mi spinge ad ideare per vedere realizzate le mie creazioni.

 

 

Come mai hai scelto di soffermarti proprio sugli accessori? Non hai mai pensato di creare una linea di abbigliamento o qualcosa di simile?

Il mondo degli accessori mi affascina da sempre. Essendo pieno di schemi e regole, per me rappresenta una vera e propria sfida personale, in quanto di base tendo a sottrarre, rimuovere la materia inutile, e finisco talvolta a sfidare l’ergonomia.

 

 

Dalla descrizione entusiasta del tuo lavoro traspare un forte amore anche per la manualità oltre che per la creatività. Produrre concretamente i tuoi lavori è una cosa che ti soddisfa?

Adoro cucire e mettere insieme la materia. Credo che non ci sia nulla di più soddisfacente che vedere materialmente nascere dalle proprie mani le nostre creazioni, dare forma e consistenza ai propri disegni. Ciò inoltre aiuta senz’altro a comprendere gli eventuali limiti del progetto, consentendo di apportare le adeguate modifiche al disegno.

 

 

Come vorresti lasciare un segno?

Non credo di averlo ancora scoperto. Mi piace comunque l’idea di provare a distinguermi mettendo tutta la mia passione in quello che faccio, lasciando trasparire i miei ideali e la mia sensibilità, dando vita a oggetti che abbiano una storia da raccontare.

 

 
Andrea Tata
 
 

Sabato 16 marzo 2013 @ WOMADE #6

CHIOSTRI di SAN BARNABA – Via San Barnaba 48, MILANO (P.ta Romana)