Ana Mendieta è una di quelle artiste che ti rimangono impresse sin dal principio. Ti scuote, ti turba, ti eccita e impressiona allo stesso tempo. Cubana d’origine, è stata una delle prime artiste latino-americane ad avere un ruolo rilevante nella scena artistica degli anni ’70 a New York. La sua EarthBody, che l’ha resa nota in tutto il mondo, è un’arte frutto dell’incontro di universi differenti, come il corpo e la natura, che si scontrano e combinano per dare vita all’opera.

 

 

Ana si camuffa nell’ambiente divenendone parte. Si mimetizza tra le cortecce degli alberi in maniera quasi impercettibile, usa materiali naturali come sabbia, fango, pietra e piume per creare delle silhouette prive di personalità; nasconde la sua di personalità, tra il green della vegetazione per rendersi quasi invisibile, per scomparire e poi riapparire. Crea performance artistiche d’impatto offrendo il proprio corpo, nelle quali il sangue diventa l’indiscusso protagonista.

 

 

A guardare i suoi lavori si rimane intrappolati in un mondo dai contorni irreali, che lascia spazio ad un pensiero, quello del gesto, come parte del linguaggio del corpo, da sempre scelto da Ana Mendieta come mezzo principale per esprimere la propria arte.

Il Castello di Rivoli a Torino le dedica una retrospettiva, She Got Love, aperta la pubblico fino al 16 giugno 2013.

 

Fabrizia Colabianchi