Fratelli e soci sul lavoro, Erika e Federico Lamperti si lanciano nel mercato del lusso nel 2012.

Attenti alla qualità, all’artigianalità e ai bisogni della clientela, Lamperti Milano si contraddistingue per delle calzature dallo stile ricercato e dalla preziosità dei particolari che eleva questi oggetti a qualcosa di più che semplice base per il corpo.

 

 

Fratello e sorella che lavorano insieme per lo stesso brand. Com’è stare gomito a gomito?

Fondamentalmente lavoriamo telefono a telefono, siamo sempre impegnati su fronti diversi. L’informalità del nostro rapporto e la conseguente estrema flessibilità di orari e mansioni ci è cruciale in questa fase di start-up.

 

 

Vi definireste più artisti, artigiani o persone di business?

Siamo dei pazzi che vogliono fare impresa con entusiasmo, passione, dedizione e metodo in Italia. Pazzi perché nonostante gli avvertimenti e gli evidenti ostacoli ci stiamo credendo sempre di più.

 

 

In un periodo di obbiettiva crisi, pare audace – per non dire rischioso – focalizzarsi sul target di lusso…

Siamo convinti che il mercato di lusso abbia un forte potenziale dovuto alla crisi economica stessa, specialmente negli emerging market dove la classe nouveau riche richiede prodotti di nicchia e di artigianato. Sarebbe un rischio maggiore, invece, focalizzarsi sul mass market di media fascia, dove attualmente ci sono poche, anzi pochissime opportunità per le nuove idee.

 

 

Parlando invece della collezione, come l’avete concepita?

Puntiamo alla più alta qualità manifatturiera, ci ispiriamo liberamente ai classici della letteratura trasformando l’astratto in materiale. Fils rouges sono l’eleganza, la classe e, ultima ma non ultima, la comodità.

 

 

Cos’ha ancora da dare il made in Italy oggi come oggi?

Cosa non ha da dare il Made in Italy, piuttosto.

 

 
Lamperti Milano exhibition at WOMADE #7 in partnership with FINAEST.COM
Sabato 1 Febbraio – Chiostri di San Barnaba (Milano)
 

 
Andrea Tata