Persone che piangono. Svenimenti. Porte che si chiudono violentemente dietro a spettatori che scappano indignati. Sorrisi a 36 denti. Risate di gusto. Applausi improvvisi e accorati.

Quando vai a uno spettacolo del duo teatrale Ricci/Forte non sai mai esattamente che tipo di reazione avrai tu o le persone intorno: è lo spettacolo davanti a un altro spettacolo.

 

Wunderkammer Soap

 

Dopo una formazione “classica” attraverso accademie d’arte drammatica sia in Italia che in America, danno alla luce il loro primogenito: lo spettacolo Troia’s Discount, una contemporanea mitologia che cita in modo più o meno velato Virgilio, Pasolini e Lynch per raccontare non solo cosa sia ma soprattutto come difficilmente si viva la realtà odierna.

Dopo un primo successo clamoroso, si sono susseguite molte altre performance teatrali: il progetto Wunderkammer Soap (ispirato al teatro di Christopher Marlowe, 2006 – 2007), MetamorpHotel (reinterpretando Ovidio, 2006), 100% furioso (reinterpretando Ariosto, 2008), Ploutos (tratto da Aristofane, 2009), ‘Abastarduna (2009), Macadamia Nut Brittle (2009), Pinter’s Anatomy (2009), Troilo vs Cressida (citazioni e cenni a Shakespeare, 2010), Grimmless (in cui si riprende il tema della favola dei fratelli Grimm, 2011).

 

 

Arrivando a tempi recenti, al Piccolo Teatro di Milano si è tenuto da non molto il loro ultimo lavoro: Imitationofdeath. Ancora una volta si cita e non cita un autore letterario, Chuck Palahniuk, ponendo al centro di tutto lo spettacolo l’impossibilità di stabilire rapporti con gli altri individui e la sostituzione di questa mancanza attraverso l’ossessione per gli oggetti.

16 attori tra uomini e donne che si tirano per i rispettivi genitali, camminano su tacchi altissimi (metafora dell’instabilità del percorso e non come oggetto di seduzione) e che mettono a nudo le proprie storie per giungere a un atto finale di liberazione.

 

Grimmless

 

Abbruttire questo tipo di teatro con l’etichetta “trasgressivo” sarebbe limitante e ingiusto. Seguendo una definizione che gli stessi autori si sono dati, si può dire che Ricci/Forte sono “portatori sani di visionarietà, di trionfo dell’immaginazione; un tornato che fa a pezzi le conventicole artistiche, i gusti corrotti della tv, i vecchi Mangiafuoco dalle idee di calcestruzzo che ancora credono di avere potere culturale e lentamente affondano nella malta di un teatro che ormai è cambiato”.

 
Andrea Tata