Barese classe ’82, Sergio inizia il suo iter a Milano con una laurea presso lo IED. Dopo diversi anni di studio e ricerca arriva a concepire alcune rilevanti performance che lo fanno conoscere e apprezzare in ambito artistico italiano e internazionale, al punto che nel 2009 partecipa alla Biennale di Architettura di Venezia e nel 2012 alla Biennale di Berlino.

La sua arte rilegge criticamente il tempo presente tra realtà e immaginazione, dato storico e finzione. Un suo forte interesse è la storia sociale dell’uomo in relazione con il suo ambiente urbano, politico e architettonico.

 

 

 

Le tue performance hanno spesso a che fare con temi sociali o politici. Come ti relazioni a queste due realtà?

Le mie operazioni non sono esibizioni. Sono progetti che nascono attraverso la costruzione di relazioni umane all’interno di contesti specifici.

 

 

Rivoltiamo le parti: se fossi uno spettatore qualunque che assiste a una tua esibizione come la definiresti?

Forse, se mi trovassi dall’altra parte, molto probabilmente, mi interrogherei se è un’azione politica o un’operazione artistica.

 

 

Come nasce una tua opera? È frutto di un’accurata riflessione o è più istintiva?

Un mio progetto/opera nasce vivendo a 360°, estendendo i sensori oltre il muro della mia camera da letto.

 

SERGIO RACANATI - RESILIENT

 

Quale ritieni che sia il ruolo dell’artista nel mondo di oggi, tartassato da una realtà assai pratica e quasi impossibilitato ad avere momenti di contemplazione?

Personalmente, sto cercando e ricercando la definizione di artista e di arte (almeno in rapporto al mio tempo). Forse, mi rivedo, nel ruolo (parola che non amo molto insieme a potere, istituzione) di attivatore di nuovi processi sociali, politici, economici in cui includere nuove soggettività che concorrono alla partecipazione e costruzione di modelli “altri” di vita.

 

SERGIO RACANATI

 

Nel tuo futuro vedi la performance come tuo unico mezzo di espressione o anche altri?

In un futuro che spero coincida con il mio presente includo già diversi medium che vanno dalla performance alle installazioni sonore, dai video ai video documentari, dalla scrittura  di testi alla regia di un coro. Sicuramente sono attratto ed interessato al mix media, alla possibilità di intrecciare differenti espressioni, linguaggi, propio perchè viviamo all’interno di una moltitudine di linguaggi che attivano una serie di infinite possibilità di segni che ri-mandano ad altre infinte possibilità di significati.

 
Andrea Tata
 
 
Sabato 26 gennaio 2013 @ WOMADE #5
CHIOSTRI di SAN BARNABA
Via San Barnaba 48 – MILANO (P.ta Romana)