Ciao Jacky, ci incontriamo per la prima volta. Sembra strano visto che siamo entrambi di Milano. Sei molto legato a questa città?

Sì, mi sento profondamente legato a questa città, visto che ci sono nato e ci ho sempre vissuto (peraltro sempre nella stessa zona). Poi, a dire il vero, non faccio altro che lamentarmi di Milano.. ma in fondo la amo. È come lo stereotipo di una moglie, diciamo. La amo ma non la sopporto.

 

 

Eh.. il tuo studio? Non so perché ma me lo immagino semplice e essenziale, ma carico di storie.

Il mio studio è il mio mondo. La mia bolla. Sto chiuso qui dentro la maggior parte del tempo. In effetti molte delle esperienze più importanti che ho collezionato in questi anni sono ambientate qui dentro! Il mondo fuori da questa bolla spesso non offre emozioni altrettanto forti.

 

 

Come è nata e si sviluppata la stesura del tuo nuovo album?

A dire il vero non me lo ricordo. Nel senso che quando comincio a suonare, a produrre, entro come in una sorta di stato alterato di coscienza. Spesso, quando riascolto i miei brani, non mi ricordo come ho fatto a partorire certi suoni, a sviluppare certe idee. Quindi, dopo un paio d’anni di lavoro che appunto non ricordo, mi sono ritrovato con un album tra le mani (“Psiconautica Vol. 1”), che è stato poi pubblicato da Apparel Music.

 

 

Quando non produci? Sappiamo che sei appassionato di scrittura e sei uscito da poco con un e-book.

Ho sempre scritto tantissimo, per necessità. Molte cose di me e del mondo le capisco solamente attraverso la scrittura. Un giorno mi è venuta voglia di concretizzare questa necessità, e ho scritto 4 racconti, che ho raccolto in un e-book (“Brivido Rosso”), pubblicato dall’etichetta letteraria Nobook.

 

 

A Milano frequenti qualche posto in particolare?

Più cresco più divento sociopatico. Quindi il posto che frequento maggiormente, a Milano, è casa mia. Vivo con due persone magnifiche, e in casa si respira un’aria magica e rara. Passo quasi tutte le mie serate a casa, accompagnato esclusivamente da belle persone e da buon vino.

 

 

A WOM, il 19 ottobre, ti cimenterai in un live. Se dovessi invece chiederti di fare un dj set di 5 minuti mixando solo 3 dischi…quali sarebbero?

Che domanda difficile. Aprirei con “Cirrus” di Bonobo, la mixerei con “Point in time” di Lake People, e chiuderei con la lunghissima “Time” dei Pachanga Boys.

 

 

Aprirai il set di Maribou State. Cosa ne pensi?

Mi sento incredibilmente onorato di aprire il set di Maribou State, la loro musica mi fa impazzire: riescono ad unire in maniera raffinatissima l’energia della musica dance alle atmosfere rarefatte e ipnotiche che tanto amo di certa musica elettronica d’ascolto. Non vedo l’ora di sentirli dal vivo!

 

Se dovessi dare con una produzione una tua interpretazione del futuro musicale quale sceglieresti?

A livello di musica elettronica dici? Mi piacerebbe risponderti con “Lost and Found” di Amon Tobin, ma temo di doverti rispondere con “Play Hard” di David Guetta! Ahah

 
 
 
 
Sabato 19 Ottobre 2013 @ WOM #01
c/o Buka – Ex Casa Discografica CGD – Milano