La fogliolina di basilico: BASIL GREEN PENCIL

Molte persone a Milano hanno un rapporto conflittuale con la propria casa: chi ha un appartamento piccolo e opprimente, chi ha una stanza tutta per sé bella grande in cui gli spazi però sono male organizzati (il sottoscritto, per esempio), chi col passare del tempo si annoia di un ambiente sempre uguale ammassato di oggetti che si vorrebbero buttare ma che per qualche strano motivo si tengono a prendere polvere.

Basil Green Pencil è “la fogliolina di basilico” che cerca di portare un po’ di meraviglia in tutto questo, insaporendo le nostre vite attraverso un tocco di design (nell’accezione più democratica del termine). Progetto nato dalla collaborazione di Maykol Andreotti e Chiara Centrone, entrambi ex studenti del Politecnico di Milano, si delinea come una piattaforma online interattiva su cui è possibile avere sia consulenze su dubbi legati agli interni sia tutorial su piccole meraviglie del faidate.

 

 

Domanda di rito: come decidono di collaborare Maykol e Chiara?

Dopo la laurea e le prime esperienze lavorative ci trovavamo entrambi in uno stato di insoddisfazione professionale; non riuscivamo ad introdurci nel mondo del design che volevamo. È per questo che abbiamo deciso di crearne uno nostro: una finestra creativa che portasse aria nuova, non solo a noi.

 

 

Essendo entrambi designers d’interni, preferite maggiormente parlare dell’argomento design o sviluppare progetti personali?

Nasciamo come designer, quindi la nostra priorità rimane sempre quella di progettare. L’idea del fare è proprio ciò che sta alla base del nostro blog: il fine di ogni nostro articolo è quello di mostrare un modo nuovo e semplice di rifare uno spazio, dall’utilizzo di un materiale comune in maniera inedita, a tutorial per creare piccoli ed unici oggetti d’arredo, fino a consigli diretti su dubbi e problemi che i nostri lettori ci mandano relativi agli ambienti dove vivono.

 

 

Quale ritenete che sia il ruolo del design nella realtà attuale? E come vedete la piega che sta prendendo in generale?

Il design sia qui che all’estero sta vivendo un momento difficile. Ci troviamo in un’era di grande innovazione tecnologia, ma mancando i finanziamenti la tensione creativa sommersa non riesce ad emergere e si fa fatica ad innovare. Per i designer emergenti non è affatto facile farsi strada. L’Italia dovrebbe svincolarsi dai grandi metodi del passato e avvicinarsi ai nuovi strumenti di progetto come fanno all’estero, dove non spesso si trovano tutte quelle forti identità creative che abbiamo noi qui già ai primi anni di università e che sistematicamente vengono ostacolate da un sistema educativo troppo spesso rigido e disinteressato.

 

 

Il nome del vostro zine ha dietro tutt’altre ispirazioni, ma per rimanere in tema di “verde” come vi rapportate alla filosofia green-sostenibile?

La nostra teoria sul design non è incentrata sul sostenibile, ma ne è fortemente influenzata. Possiamo dire di amare i materiali naturali come quelli artificiali se ci permettono di dar vita alle nostre idee in maniera innovativa, ma in entrambi i casi privilegiamo il riuso. Per fare un esempio i nostri sottobicchieri Woody sono stati tagliati da sezioni di tronco scartate in falegnameria, una dimostrazione di come è possibile tirar fuori novità e bellezza da qualcosa di apparentemente non più utile.

 

 

A proposito di consigli sul faidate: è un vostro interesse personale o avete un concetto di design accessibile per tutti?

Nasce come una passione personale da cui abbiamo fatto emergere il nostro concetto di design democratico. Seguendo numerosi blog di design nordeuropei, dove il DoItYourself è molto diffuso, abbiamo iniziato ad avvicinarci all’idea di una casa faidate, dove tu stesso sei l’autore di ciò che ti circonda e per tale motivo la sintonia e l’attaccamento con il tuo spazio ed i tuoi oggetti diventano indissolubili; sfortunatamente ci siamo accorti che non è facile trovare blog simili relativi all’home styling e al faidate in italiano, per questo Basil Green Pencil si pone anche come tramite per rendere accessibili questi argomenti a tutti.

 

 
Andrea Tata
 
 
 
 

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