Vs2R nasce nel 2011 dalla mente e dalle mani di Vincenzo Somarrelli.

Dietro alle scarpe proposte da questo brand c’è la volontà di mixare un design dalla marcata connotazione geometrica e strutturata con linee morbide e avvolgenti. Infatti caratteristica di Vs2R è il forte contrasto che si ritrova in ogni aspetto, dai materiali alle forme: uno stile che diventa la firma riconoscibile di questo brand.

 

 

Hai sempre preferito progettare calzature? Il tuo percorso di formazione è andato in quella direzione fin dall’inizio?

Finito lo IED, durante il quale ho seguito il corso di Fashion Design classico, ho cominciato subito con uno stage per un ufficio stile che tra i clienti aveva aziende di calzature, così, in seguito, è venuto naturale continuare con le calzature. D’altra parte devo ammettere che avendo frequentato la facoltà di ingegneria sento più vicina a me la progettazione delle strutture delle scarpe piuttosto che l’abbigliamento.

 

 

Per creare una collezione hai bisogno di pensare ai capi di abbigliamento specifici a cui verrà abbinata o ti basta pensare al tipo di persona che la indosserà?

Nel creare una collezione di solito non faccio riferimento a capi di abbigliamento specifici, ma come ti dicevo prima parto dallo studio delle strutture per poi associarlo al tipo di persona che potrebbe indossarlo ed infine passo allo studio e allo sviluppo dei modelli delle tomaie.

 

 

Come avviene la produzione di una tua collezione?

Gli steps sono i seguenti: scelta forme – realizzazione strutture – sviluppo cartoni tomaie – prove modelli – assemblaggio modelli.
Seguo personalmente tutte le fasi, l’azienda che mi realizza campionario e collezione è a Parabiago quindi mi è possibile controllare il tutto.

 

 

Per te i limiti del realizzare scarpe (limiti di indossabilità, materiali, costi) sono un peso o uno stimolo a innovare?

Giornalmente bisogna confrontarsi con la dicotomia tra il desiderato e il realizzabile, ma con l’esperienza anche in fase di progettazione si comincia a capire cosa è possibile fare e fin dove spingersi per avere strutture che stanno in piedi, modelli che calzano e contenere i costi, quindi in fin dei conti direi uno stimolo.

 

 

Parlaci della collaborazione di Miryaki, come è nata, come funziona…

Conosco Riccardo Polidoro dai tempi dello Ied era un mio compagno di classe nonchè coinquilino, in seguito quando lui e Mia Vilardo hanno deciso di introdurre delle scarpe nella loro linea di abbigliamento mi hanno chiesto di seguire lo sviluppo e la campionatura dei modelli da loro progettati.

 
Intervista a cura di Alice Alessandri
 
 
Sabato 29 settembre 2012 @ WOMADE #3
CHIOSTRI di SAN BARNABA
Via San Barnaba 48 – MILANO (P.ta Romana)