Da piccoli tutti noi, immaginando cosa avremmo fatto da grandi, avevamo apparenti solide certezze: chi l’astronauta, chi la cantante, chi il giocatore di calcio, ecc. C’è però chi intuisce da subito la propria strada e la segue fino alla sua più concreta realizzazione, come la fashion designer Antonina Sorokina.

Costretta dalla ristrettezza di vedute dei suoi genitori – che ritenevano rischioso in un paese come la Russia, dove l’industria della moda non è agli stessi livelli che in occidente, interessarsi a questo campo–, a soli 16 anni lascia la famiglia per seguire il suo sogno. Anni dopo si trasferisce a Milano per dare un prestigio alla sua preparazione seguendo i corsi dell’istituto Marangoni.

Dopo questa lunga odissea i suoi sforzi sono stati premiati e chiunque sia interessato a questa innovativa designer può finalmente trovare i suoi capi in vendita.

 

 

Cosa significa il nome della tua collezione, “Anti_Gravitation”?

Il nome della collezione è nato in parte spontaneamente, in parte era previsto. Volevo sperimentare con il movimento dei tessuti e dei volumi. Quando abbiamo iniziato lo shooting con Anton Bjorkman abbiamo scoperto che i capi si muovevano come se fossero nello spazio. Ed era esattamente l’effetto che volevo.

 

 

Che tipo di donna è quella che indossa i tuoi capi?

È una donna giovane, intelligente, sicura di sé, con la voglia di sperimentare con il suo look, ma allo stesso tempo non è nemmeno lontanamente una fashion victim.

 

 

I tuoi tessuti sono molto tecnici, il che non è l’aspetto più comune per una collezione di moda donna. Che motivi ci sono dietro questa scelta?

La scelta dei tessuti è stata molto ponderata. I tessuti tecnici danno un’altra visione per i capi basici e io adoro trovare nuove interpretazioni per ciò che è usuale; inoltre quelli che ho scelto creano un movimento insolito e un aspetto tattile, il che era una parte fondamentale del concept dietro questa collezione. C’è da dire che alcuni tessuti che ho usato sono tecnici solo all’apparenza però, perché in realtà sono frutto di lavorazioni specifiche.

 

 

Scegli i materiali più per una questione estetica o per le loro caratteristiche tecniche?

Ci sono diversi fattori che mi portano a scegliere un tessuto piuttosto che un altro: la prima cosa è il loro aspetto visivo, questo perché molti effetti possono essere imitati in produzione. La seconda cosa che mi interessa è l’usabilità del tessuto; per fare degli esempi, cerco di non usare tessuti tecnici in camicie e top… una camicia di nylon spalmato o di poliestere non è il massimo da indossare! Infine mi devono anche e soprattutto piacere, conformandosi al tema della collezione. Ci vuole tanta pazienza per trovare il tessuto che ti serve!

 

 

Come mai hai deciso di vendere i tuoi capi in Russia e in città post-sovietiche? Perché non in occidente?

Principalmente perché al momento c’è molta più possibilità di vendere in certi paesi che qui. Inoltre noi russi non siamo ancora stanchi della moda, cosa sempre più frequente in Occidente. Siamo stati così tanto tempo chiusi dentro il nostro paese, dove non c’era molta scelta in fatto di moda, che adesso tutti sperimentano con marchi nuovi e look particolari. Per un designer giovane come me questo aspetto è molto importante, perché sono portata a non avere limiti. In Occidente è tutto molto complicato, soprattutto se si tratta di vendere.

 

 
Andrea Tata
 
 

Sabato 16 marzo 2013 @ WOMADE #6

CHIOSTRI di SAN BARNABA – Via San Barnaba 48, MILANO (P.ta Romana)