F.R.U. nasce a Milano nel 2009 dal connubio artistico tra Saverio Assumma (pittore, scenografo e costumista classe ’83) e Gianluca Panareo (fotografo e regista teatrale classe ’88) con la nobile missione di creare uno scenario visivo completamente nuovo. Una possibile definizione per quello che fanno è “studio sulla creazione dell’immagine” o anche “laboratorio di sperimentazione e sviluppo dell’arte visiva”. 

Le loro foto sono connotate da uno stile che va dal pittorico al teatrale, pur mantenendo un equilibrio armonico che rende la rappresentazione immobile ma al contempo viva.

 

 

Che rapporto avete con le diverse forme d’arte?

L’arte è una. Esistono tecniche e piattaforme differenti, ma lo scopo è sempre quello di colpire, commuovere, far innescare una riflessione o un sentimento coinvolgente nello spettatore. Le nostre fotografie sono una combinazione di diverse “forme”, al loro interno c’è teatro, pittura, danza e costume.
L’arte è un atto d’amore e di guerra, e in amore e in guerra tutto è concesso.

 

 

Se non aveste intrapreso questo mestiere cosa sareste finiti a fare secondo voi?

Difficile definire “mestiere” quello che facciamo: è una passione, un istinto, un bisogno di raccontare e di costruire con le immagini che va oltre alla qualifica professionale. Ad ogni modo siamo entrambi registrati professionalmente come “operatori teatrali”, quindi avremmo fatto comunque quello che facciamo. Per noi la fotografia è uno dei substrati possibili sui quali fare attecchire un’immagine, ma non l’unico.

 

 

Credete di essere a un buon punto della vostra carriera? Ve ne compiacete?

La nostra attività come F.R.U. esiste da 3 anni ed è un’attività fatta costantemente di studio, sperimentazione e instabilità. Ci sono state commissionate delle grandi opere per degli atelier di via Montenapoleone e veder istallati dei nostri grandi quadri fotografici in luoghi di prestigio fa sicuramente piacere, anche se il compiacimento è un sentimento abbastanza sterile e di breve durata. Quello che ci fa veramente volare è vedere persone emozionate di fronte ad una nostra opera; in quei momenti senti di essere riuscito nel tuo intento e di aver lasciato qualcosa di vivo agli altri.

 

 

Per finire: quali consigli dareste a giovani artisti come voi?

Se si riesce a portare avanti un proprio sogno oggigiorno vuol dire che si è abbastanza scaltri da non aver bisogno di consigli da giovani artisti come noi.

 

 
Intervista a cura di Andrea Tata
 
 
Sabato 17 Novembre 2012 @ WOMADE #4
CHIOSTRI di SAN BARNABA
Via San Barnaba 48 – MILANO (P.ta Romana)