Forme scultoree, stampe kaleidoscopiche e cromatismi forti sono al centro delle collezioni di A-lab Milano. Nato dal fortunato incontro tra Simona Costa e Alessandro Biasi, dopo una prima collezione particolarmente apprezzata, i due decidono di fondare la società WHT (la quale gestisce appunto il brand).

Da allora hanno partecipato a diverse fashion weeks in giro per il mondo e sono riusciti a farsi conoscere e apprezzare da stimati membri del fashion system quali Franca Sozzani e Anna Wintour.

 

 

Definite con 2 elementi cosa contraddistingue il vostro brand.

Sicuramente le forme scultoree e le stampe.

 

 

In molti vostri capi sono presenti sia grafiche appariscenti che toni cromatici accesissimi. Sono scelte molto forti.

E’ semplicemente una scelta di stile, non legata al brand ma alla collezione, è quello che in questo momento crediamo sia giusto fare: osare senza eccedere. Dare una direzione precisa, netta.

 

 

Trovo molto interessante la scelta di fondere elementi sartoriali maschili e femminili. Pensate che la dicotomia dei due sessi sia ancora così netta?

Esiste un confine, nell’abbigliamento, tra maschile e femminile che è importante mantenere per evitare l’omologazione di un’identità attraverso la neutralizzazione degli elementi che la contraddistinguono. Ci piace molto giocare con questo elemento e perciò crediamo che i confini siano necessari – come le regole – per essere infranti.

 

 

Portate avanti la tradizione del Made in Italy, ma in che modo cercate di innovarla?

La sartorialità e l’artigianalità che hanno contraddistinto il Made in Italy nel mondo sono un patrimonio a cui teniamo molto e questo è sempre presente nelle nostre collezioni. Cerchiamo di dare nuova forma a tutto ciò, attraverso un immaginario che, invece, si sleghi dall’idea di moda italiana, di tradizione come legame statico al passato.

 
Andrea Tata
 
 

Sabato 16 marzo 2013 @ WOMADE #6

CHIOSTRI di SAN BARNABA – Via San Barnaba 48, MILANO (P.ta Romana)