La storia di Salvatore è una di quelle che Daniel Wallace avrebbe definito da “grande pesce in un piccolo stagno”. Tutto comincia da Villa d’Agri, una piccola frazione di Potenza, dove fin da piccolo dà segno di una forte personalità artistica creando statuette d’argilla e dipingendo oli su tela. Dopo il liceo prende la sua creatività, la voglia di fare e il suo stile non esattamente conforme a quello dei suoi compaesani e arriva a Milano, dove frequenta il corso di fashion design in NABA. Avendo finalmente la possibilità di esprimersi al meglio ha partecipato al concorso Muuse di Vogue, mentre in generale lavora come stylist per fotografi di moda. Come prossimo passo confessa di voler tentare il campo delle performances.

 
 
 

 

La tua passione da cosa nasce?

La mia passione (la moda e l’arte) è venuta al mondo me, quindi non so precisamente dire da cosa sia nata. A questo punto potrei rispondere da mia mamma e mio papà.

 

 

Da chi o cosa prendi spunto?

Prendo spunto dai sentimenti e dalle sensazioni: le mie ”opere” non hanno una grande ricerca alle spalle, ma sono quasi tutte estemporanee.

 

 

Come definiresti la tua estetica?

Lo stile delle cose che faccio non è definibile, cambia con me giorno dopo giorno. Ho come riferimenti tutte le persone che hanno cambiato o lasciato un segno nella storia dell’arte e della moda. Cerco sempre di farmi aiutare dai colori e dai materiali in modo che la lettura del prodotto sia la più semplice possibile.

 

 

Cosa ne pensi di Milano? Quali sono secondo te le realtà per le quali vale la pena vivere in una città un po’ odiata e un po’ amata come questa?

Io amo Milano. Questa per me è una realtà nuova e credo la migliore in Italia; sicuramente vale la pena viverci perché è al passo con quello che succede nel mondo.

 

 

Intervista a cura di Andrea Tata

 
 
Sabato 17 Novembre 2012 @ WOMADE #4
CHIOSTRI di SAN BARNABA
Via San Barnaba 48 – MILANO (P.ta Romana)