Sempre per la serie nomen omen, Leonardo Persico ha sviluppato la sua poetica fin da piccolo facendo dell’ “esprimersi” una necessità.

Da sempre interessato a pittura, teatro e musica, nella moda agisce nella figura di art director e stylist, senza smettere di portare avanti la sua sperimentazione artistica.

 

 

Leonardo era un artista anche da piccolo?

Diciamo di sì, anche se non mi piace definirmi tale. Fin da piccolo ho sempre seguito i miei istinti per creare qualcosa di armonioso e raccontare il momento dello sfogo. Per esempio la musica: per 6 anni ho coltivato lo studio del violino. La pittura: sempre disegnato e fatto un percorso artistico. La danza: per 8 anni mi ha accompagnato ad esprimermi al meglio, visto che con le parole trovavo difficoltà, così attraverso il movimento, gli impulsi sono stati di grande aiuto. Diciamo che anche a casa ho respirato arte, avendo familiari musicisti.

 

 

Nei tuoi lavori usi il colore in modi e maniere diverse, ma sempre dandogli una grande importanza. È una necessità o estetica?

Facendo diverse riflessioni mi sono reso conto che una delle domande più frequenti è “qual è il tuo colore preferito?”. Con il mio progetto volevo rendere il colore preferito l’elemento importante che ci caratterizza, perché per ognuno di noi ha un significato emotivo. Per questo motivo ho trovato necessario rendere la pittura una seconda pelle per far sì che potesse presentare i protagonisti delle foto.

 

 

Quali possibilità e quali limitazioni ha il corpo umano come tela?

Il potenziale – non che un quadro non ce l’abbia – credo stia nell’impatto, avere un corpo che grazie ai suoi segni e tratti distintivi può esprimere più cose ed avere un messaggio più immediato. Inoltre il corpo è la massima espressione di noi stessi. In futuro, dopo questo progetto dal titolo Body Color, mi piacerebbe creare delle istallazioni con corpi colorati come se fossero dei quadri viventi, chi lo sa! Le limitazioni esistono negli individui che hanno limiti.. : )

 

 

Il tuo sperimentare è un mezzo per fare esperienza o più la soddisfazione di una tua curiosità?

Il mio sperimentare è mezzo d’espressione dato dalla curiosità. “Proviamo/vediamo cosa viene!”, da lì partono i miei viaggi mentali e la mia creatività.

 

 

Pensi che il ruolo dell’artista sia più vicino a quello di “creatore” o di “esecutore”?

Perché distinguerli? L’artista crea ed esegue. Il primo atto è la creazione e la fine non è altro che un’esecuzione della stessa. “L’arte è definita tale solo se creata”, dicono..

 

 
Leonardo Persico performance at WOMADE #7
Sabato 1 Febbraio – Chiostri di San Barnaba (Milano)
 

 
Andrea Tata