C’è modo e modo di remixare. Si può partire dal jazz come i Metro Area, si può stare sulle proprie latitudini come il bel dub di dBridge per Scuba, oppure andare a finire su luoghi deep come nel bel ritrattamento di Beat Pharmacy per Appleblim e Peverelist.


 

 

Il feeling fra remixato e remixatore può essere fatto di sensazioni sonore affini, anche se su generi diversi (vedi Matthew Dear che rifà i Telefon Tel Aviv), o di contrasti (i Junior Boys che ripensano CFCF).


 

 

C’è poi chi stravolge molto dell’originale (Luke Abbott su John Talabot, lo stupendo Andy Stott su Tricky) o chi si attiene alla linea dell’originale (Luminodisco per Casa del Mirto).


 

 

Per finire c’è chi si remixa da solo, i grandissimi Tiger & Woods) e chi fa la storia con la storia (Luciano con Kevin Saunderson. Due bonus in coda per iniziare bene il weekend, Jon Hopkins in fotta minimal prog per Agoria e il grandissimo Joy Orbison di cui aspettiamo da anni un full.


 

JOY ORBISON

 

 
Selected by Marco Braggion