Mi sono sempre chiesto cosa girava nella testa di Ian Curtis dei Joy Division. È così che grazie alla visione di Control, pellicola sulla storia del gruppo, inizio a capirne qualcosa di più. Ian è un poeta maledetto che entra nei Joy dopo un concerto dei Sex Pistols. Il Film del 2007 diretto da Anton Corbijn è tratto dal romanzo Touching From a Distance di Debo, moglie di Ian.

 
 

 

Inizia tutto a Macclesfield, paese poco distante da Manchester. Siamo nell’Inghilterra anni ‘70: un Paese che influenza la scena musicale internazionale con band come Sex Pistols, Buzzcocks e superstar come David Bowie. I giovani, ipnotizzati dalla loro musica, ne imitano le fattezze. Sognano un giorno di evadere dalla piccola realtà chiusa della provincia inglese.

 

 

Nel ’77 Ian entra a far parte degli allora Warsaw composti da Peter Hook, Bernard Sumner e Stephen Morris. In seguito il gruppo decide di cambiare nome. Nascono così i Joy Division, band cult che segna la genesi della scena Gothic Rock.

Ian è un poeta romantico e carismatico che soffre di depressione. La causa: l’epilessia che lo tortura con tremendi attacchi anche durante i concerti. Ora mi chiedo se fosse proprio per esorcizzare questa malattia che sul palco si scatenava con frenesia, lasciando i fans in delirio.

 

 

Nemmeno la vita privata gli sorride. Si sposa giovanissimo e con una figlia in arrivo non riesce più a gestire quella popolarità improvvisa e soffocante. La stessa popolarità che lo porta ad avere una relazione con un’amante. Canterà Love Will Tear Us Apart per esorcizzare lo strazio di condividere due amori impossibili. Non riesce a reggere il peso di quella sofferenza e della stessa malattia; si toglie la vita a casa della moglie nel maggio del 1980.

 

 

Il regista non riprende quell’ultimo folle atto. Con abilità lo anticipa durante il film per lo spettatore più attento. La pellicola B&W rappresenta a pieno lo stato d’animo goth della band. Ian, poeta maledetto, è interpretato dell’attore britannico Sam Riley.

 

 

Presentato a Cannes  nel 2007, Control vince il premio come  miglior film europeo. L’atmosfera malinconica dei testi di Curtis ispira quella cupa generazione arrabbiata e spaventata. Mi chiedo, dopo 30 anni, quanto sia attuale quella  malinconia per la nostra di generazione.

 

 

 

Titolo: Control
Regista: Anton Corbijn
Anno: 2007

 

Articolo a cura di Jonathan Pisani