Intervistiamo Marco Acquaviva aka UXO aka HDADD, uno dei produttori più esterofili del panorama electro/wonky italiano. Descrivere il sound dell’uomo è impresa difficile:  professa infatti una palette difficilmente catalogabile, che varia tra ambient, downtempo, hip-hop strumentale, lo-fi e moltissimi altri mondi. Il suo è il tentativo underground di svecchiare la musica elettronica italo, portandola allo stesso livello delle avanguardie UK che fanno capo ad etichette storiche come Warp e Ninja Tune. La sua visione della musica, in combutta con gli amici Digi D’Alessio e Colossius, ci piace e ci conquista ad ogni uscita, sempre e rigorosamente available in free download…

 

UXO - Agents of Decay LO

 

Chi sei? Quali sono le produzioni più recenti? 

Marco Acquaviva aka UXO aka HDADD. Gli ultimi dischi sono HDADD Static Motion (AMDISCS) e HDADD “Ancient Future” (QS). Per informazioni dettagliate sulle attività produttive c’è il sito queenspectra.blogspot.com, dove potrete trovare freebies e info in ordine cronologico.

 

UXO - Ancient Future

 

Fai anche video? Studio professionale o DIY?

Il lato visivo della musica è stato da sempre uno dei miei interessi primari. In QueenSpectra mi occupo sia della strategy dell’imprint per quello che riguarda il lato strettamente musicale, sia dell’impatto visivo. Il video e la grafica son aspetti che ho sempre curato, attraverso equipes o in prima persona, sia con QS che in altri campi piu’ mainstream. I video che vedi sul canale QS li ho realizzati in prima persona. Alcuni sono manipolazioni di footage o materiale preesistente, altri, quelli più recenti, son stati realizzati dallo zero: mi son occupato di tutti i processi: dalla regia alla post produzione. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico uso il buon vecchio PC per edit e post produzione.

 

 

Che club ti piacciono di più in Italia?

Mi sento molto affine artisticamente a ciò che stanno facendo i ragazzi di S/V/N.

UXO è più wonky hip hop? HDADD è più electro?

UXO e HDADD son due progetti che differiscono fondamentalmente per una caratteristica  evidente: il progetto UXO si basa sui samples, mentre in HDADD i samples son totalmente assenti. La matrice del primo è più hip-hop (anche se non è l’unica), mentre quella del secondo è decisamente più elettronica. In entrambi i casi si parla di musica generata da sessions spontanee. Ambedue i progetti son comunque accostabili al concetto di black music.

 

 

Come sei stato influenzato dal suono UK? Perché sei andato a sbattere proprio su quei suoni Ninja downtempo (Funky Porcini, Coldcut, etc.) che andavano nei 90?

Il suono inglese degli anni 90 dovrebbe essere considerato la Golden Age di un certo tipo di elettronica (IDM). E’ stato proprio in quel periodo che ho fatto i primi passi verso le produzioni elettroniche: mi son trovato a prestare attenzione a questo tipo di sound grazie alla Jungle, dopo di che ho comprato la prima drum machine incuriosito da come si potessero ottenere determinati break ritmici.. Quel periodo per me è stato fondamentale, mi ha sicuramente influenzato, come mi hanno altrettanto influenzato la scuola Berlinese Dub Techno (Basic Channel/Chain Reaction), la Cosmic Music (sia quella jazz che quella che in molti chiamano italo), l’Hardcore di stampo DIY, il dub jamaicano, il post punk, le tapes africane e i compositori di soundtracks come Morricone, Umiliani, Shore, Carpenter, etc.

 

 

Che cosa vuol dire lo-fi per te? Vedo che investe sia l’audio che il video… è un ritorno a cosa? Il passato serve a scrivere il futuro?

Per me lo-fi è bassa fedeltà, niente più, niente meno, materiale audiovisivo inciso su un supporto “deteriorato” e “sporco” […] L’utilizzo di questo tipo di media è insito nella natura sampledelica del progetto UXO: in qualsiasi caso trovo assai più importante il contenuto di un sample piuttosto che la sua grana sonora. La natura del sample e’ strettamente legata al concetto di passato: stiamo parlando di materiale pre-esistente il cui significato storico può variare attraverso la manipolazione e la decontestualizazione. […] Tendo a stare molto lontano dal concetto di nostalgia o revival e spingere verso formule di composizione nuove che  omaggino la storia attraverso un approccio spontaneo. Il Passato non può tornare, gli eventi possono riproporsi ma il tempo li modifica:  il fatto stesso che questi si ripropongano in un altra epoca, li rende elementi diversamente interpretabili perché contestualizzati in un quadro storico differente da quello di origine. Negli ultimi anni inoltre abbiamo assistitito ad esemplari tentativi di sterile simulazione/emulazione di costumi e culture che hanno creato un meccanismo di implosione storica dell’evoluzione dei linguaggi. Tornando alle produzioni Queenspectra, penso che le caratteristiche sonore/visive a cui ti riferisci siano più riconducibili alla “grana” psichedelica ottenuta dalle tecniche dub costanti in tutte le releases, anche se sublimate in forme non necessariamente rootsy.

 

 

Io sento un po’ di situazionismo in tutta questa operazione che stai portando avanti. Cambi di nome, cambi di stile e di tecniche… la maschera è l’unico ‘valore’ possibile nella musica oggi?

Pur essendo un fan sfegatato del Surrealismo devo dirti che non vi è alcun legame programmatico tra i diversi progetti ed il situazionismo. Il fatto che i progetti abbiano diversi nomi è legato ad aspetti tematici affatto ironici o provocatori. Sono semplicemente temi diversi: una forma di ordine mentale o mission a cui mi attengo. Inoltre si parla di veri e propri act che vedon coinvolte altre persone. Il situazionismo (a livello contenutistico) non è assente dalle produzioni comunque, e penso che si possa cogliere in maniera evidente in dischi come Barelly ILLegal di Agents of Decay… in quel disco il senso dello humor (alcune volte sinistro) è piuttosto ricorrente, sia nelle singole tracks che nel concept generale che è molto fuorviante ed in qualche modo faceto e ludico. …parlando di maschere, penso che nascondere l’autore (in senso biografico) ed il suo Ego sia un ottimo modo per far sì che l’audience si concentri maggiormente sulla materia sonora e meno sulle chiacchiere che la circondano. In qualsiasi caso non penso sia così importante: e’ una scelta “politica” dell’autore. Penso che il valore primario ed intramontabile della musica sia il rapporto intimo e genuino che si instaura con l’ascoltatore. Let the Music Speak…

Che stai scrivendo ultimamente? Hai progetti che usciranno anche su supporto fisico?

Abbiam appena finito un album e un EP come Braille Funk, un terzetto composto da me Dg e Colossius. Abbiamo fatto una session massiva di 10 giorni. L’EP si chiamerà “Napalm Jizz” ed uscirà nella prima metà dell’anno per la LIL Pitch…una label molto bella composta da persone con idee molto chiare. Hanno già lavorato con Ether, Pinch, Earl, Boxcutter… insomma hanno un biglietto da visita goloso, e ovviamente tutti i membri del progetto Braille Funk son più che entusiasti. Niente di meglio per iniziare questo 2013. Con Dg abbiam registrato nuovo materiale per 5y5, continuando per quel sentiero da cui siam partiti con Cecyna ep su QS. Per quanto riguarda i lavori individuali, ho accumulato materiale per un nuovo LP, che potrebbe uscire su supporto fisico (vinile) durante l’anno: si tratta perlopiù di materiale che affonda la sue radici nell’hip hop,  la techno, la musica percussiva africana ed il sampling.

 

 

Video:
UXO – Spirit Growth
HDADD – I See You
HDADD – Xprnz
Optometry & Afrofuturism

Audio:
HDADD – (((Ancient Future)))
 

Intervista a cura di Marco Braggion