Jonathan Pisani si occupa di Interior Decor ed è proprio attraverso il suo lavoro che si avvicina alla resina, materiale che utilizza per “dar vita” alle sue opere. Ama giocare con i simboli. Li utilizza come elementi attraverso cui regala una visione critica della quotidianità: la resina li inghiottisce in parte, fermando la percezione visiva tra la “vita” e la “morte”.

 

 

Ciao Jonathan, ci spieghi da dove nasce la tua passione per la resina? A livello concettuale come la usi?

La  mia passione  per la resina nasce dall’incontro che questo materiale estremamente versatile ha con la mia attività  lavorativa. Mi occupo infatti di decorazione per interni. Il percorso evolutivo, dall’utilizzo di questo materiale sotto l’aspetto strettamente professionale a quello concettuale in ambito artistico, è nato quasi per gioco in un laboratorio in provincia di Milano. La peculiarità della resina rende possibile l’inglobamento di oggetti che uso come simbolo per  indagare e rappresentare la decadenza della società contemporanea.

 

 

Hai vissuto a Londra. Quali sono state le persone, i luoghi e i progetti che ti hanno ispirato in quel momento?

Il periodo vissuto a Londra sicuramente è stato fonte di forte ispirazione per me, sopratutto per quegli  incontri casuali che hanno segnato la mia vita e non solo in campo artistico. Un ringraziamento particolare va a Paul Antony Miller, fotografo con cui ho lavorato e ho costruito poi un rapporto di forte amicizia. Non solo mi ha aiutato a migliorare la mia tecnica con l’analogico, ma è stato quasi un maestro di vita. Per quanto riguarda i luoghi penso che tutto l’East London, dove vivevo, mi abbia stimolato con la sua forte vibrazione: li l’arte è quasi palpabile.

 

 

Se avessi a disposizione un budget importante, a quale opera o installazione ti piacerebbe dedicare il tuo tempo?

Mi piacerebbe lavorare su un installazione di dimensioni notevoli a cui penso da qualche tempo. Semi che annegando nella resina, luoghi di vita quotidiana e luoghi consacrati come religiosi. Purtroppo alle volte le idee vano di pari passo con le disponibilità economiche.

 

 

Ed ora parliamo di musica. Come sai per WOMADE è un elemento importante. Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Sono sempre stato appassionato di musica elettronica come la Deep House e la Tech house. Ma è grazie alla mia esperienza londinese che i miei gusti musicali si sono aperti a nuovi mondi. Band come Joy Division, New Order, Smiths e tutto il movimento inglese di quel periodo che amo tantissimo. Contemporanei mi piacciono molto i Radiohead  e Crystal Stilts, non tralascio mai però una buona dose di sana Elettronica.

 

 

web-site
http://resin-art.tumblr.com/

 

 
Articolo a cura di Davide Sedini
 
 
Sabato 26 gennaio 2013 @ WOMADE #5
CHIOSTRI di SAN BARNABA
Via San Barnaba 48 – MILANO (P.ta Romana)