Appassionato dell’arte e delle sue forme, Alessandro Marti – dopo un diploma presso il Liceo Artistico Ciardo di Lecce – arriva a Milano per ufficializzare il suo interesse iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove tuttora studia scenografia.

A Milano Alessandro trova un ambiente stimolante che lo aiuta a dar corpo a una produzione artistica notevole.

 

 

Tra tutte le città in Italia e nel mondo, perché hai scelto di trasferirti proprio a Milano?

Per chi viene da un piccolo paese del sud Italia, Milano rappresenta molto spesso la meta da raggiungere per dare inizio a nuovi percorsi e avere maggiori possibilità di sviluppare le proprie potenzialità. Ho sempre avuto numerosi interessi nel campo della moda e dell’arte, Milano è quindi stata la mia prima scelta quando, a diciotto anni, ho dovuto iniziare a prendere le prime decisioni riguardo il mio futuro. Poco dopo, infatti, mi sono iscritto all’Accademia di Brera.

 

 

Hai trovato un ambiente all’altezza delle tue aspettative e soprattutto stimolante?

Sì, sono convinto che trasferirmi a Milano sia stata una scelta giusta e fino ad ora ho sempre trovato un clima che mi ha permesso di sentirmi inserito e costantemente a contatto con novità e nuovi stimoli. Grazie alle numerose iniziative in campo culturale, all’ambiente nel quale studio e, perché no, anche agli svaghi, ho avuto modo di conoscere persone con le più svariate attitudini e con molte cose da raccontare. Questo tipo di confronto mi sta aiutando a conoscere meglio me stesso e a capire gradualmente quali sono gli interessi che mi piacerebbe continuare ad approfondire.

 

 

Cosa deve essere o avere un soggetto per colpire la tua attenzione?

Tendenzialmente, anche nella vita di tutti i giorni, non sono mai attratto dalle cose troppo consuete. Questo tipo di ricerca sta anche alla base della scelta dei soggetti che intendo fotografare. È importante che chi si trova di fronte all’obiettivo sia una persona interessante, che mi incuriosisca e soprattutto che stimoli la mia immaginazione. Nel caso di un oggetto, è fondamentale il primo impatto e il modo in cui colpisce la mia mente grazie, ad esempio, al colore, all’armonia delle sue forme ma anche, al contrario, grazie alla sua deformità o irregolarità.

 

 

Alcune tue foto sono il risultato di un attento lavoro di post-produzione, altre invece no. Questa differenza dipende dal momento, è casuale o una scelta precisa?

La scelta di lavorare su alcune delle mie foto è già elaborata prima dello scatto stesso. Molto spesso, quando immortalo una persona o un oggetto, lo faccio perché ne immagino il fascino e le potenzialità all’interno o vicino a forme, colori e ambientazioni che solo grazie ad un lavoro di post-produzione posso riuscire ad ottenere. Altre volte, invece, i soggetti mi attraggono per la spontaneità e naturalezza che mostrano al primo impatto, in questo caso non ritengo necessario dover lavorare sullo scatto.

 

ALESSANDRO MARTI

 

Gli studi che stai facendo all’Accademia influiscono sulla tua metodologia creativa?

Studiare all’Accademia, oltre ad avermi messo in contatto con docenti molto preparati e giovani di talento della mia età, mi ha permesso di conoscere numerosissime tecniche artistiche sia manuali che digitali che si sono rivelate utili per dare qualcosa in più e per rendere più elaborati e interessanti i miei lavori.

 

Andrea Tata
 
 
Sabato 19 Ottobre 2013 @ WOM #01
c/o Buka – Ex Casa Discografica CGD – Milano