Classe ’85 e laureata all’Accademia di Fotografia – Fondazione Artevision, Andrea LaRoux è un’attenta indagatrice di tutto ciò che riguarda l’essere umano.

I suoi scatti dal forte impatto emotivo sono frutto di una continua ricerca e sperimentazione, arricchiti talvolta da collaborazioni provenienti da mondi anche molto diversi tra loro (musicisti, stilisti, scrittori italiani ed esteri, ecc.).

 

 

Secondo la tua opinione la comunicazione visiva ha più impatto nella staticità di una foto o nel movimento di un video?

Sono due forme di comunicazione diversa ed apprezzo entrambe. Il video forse è un mezzo più immediato in quanto le immagini col loro movimento catturano l’attenzione e sicuramente portano lo spettatore da qualche parte, la foto invece, per quanto particolare e interessante possa essere, richiede sempre uno sforzo in più per essere letta, valutata e interiorizzata.

 

 

Il bianco e nero è una dominante stilistica o qualcosa di più?

Ammetto di aver dedicato molto tempo allo studio del bianco e nero, anche se nell’ultimo periodo sto sperimentando l’uso del colore, rifacendomi un po’ alle tonalità del grande pittore Botero. Avendo studiato anche cinema, ritengo che la scelta di un monocromo o di un colore debba essere molto precisa, perché un bianco e nero contrastato caratterizza la mia immagine in un certo modo, come l’utilizzo di colori tenui suggerisce qualcos’altro. L’ utilizzo di luci, ombre e colori deve essere giocato sapientemente poiché è una grande risorsa comunicativa.

 

 

Vista la loro eterogeneità, in base a cosa scegli le tue collaborazioni?

Per quanto riguarda musicisti, stilisti e scrittori, solitamente sono loro a scegliere me ed avvalersi delle mie prestazioni. Ciò che io valuto è se il progetto proposto è interessante e idoneo alle mie caratteristiche lavorative. Il discorso è diverso per i miei progetti personali, nei quali seleziono personalmente make-up artist e ovviamente modelli, prestando una grande attenzione anche alla ricerca della location ed alla tecnica fotografica da utilizzare.

 

 

L’elemento umano è spesso al centro del tuo lavoro. Che cosa cerchi di esprimere o analizzare degli individui immortalandoli?

Metto un singolo (uomo o donna che sia) come soggetto primario delle mie foto per esprimere emozioni, problematiche o dilemmi esistenziali che sono in primis miei (ma anche di molti altri) e in cui facilmente ci si può immedesimare.

 

 

Tra tutte le città in cui hai esposto e visitato, qual’è quella che hai sentito più vicina da un punto di vista artistico?

Tutte! In ogni città ho portato un progetto diverso ed esposto in gallerie e location anatomicamente poco simili tra loro. Ogni volta è stato diverso il viaggio, l’allestimento, le persone che ho incontrato ed il riscontro del pubblico. Non posso proprio scegliere.

 

ARIANNA ROSSO

 
Andrea Tata
 
 
Sabato 19 Ottobre 2013 @ WOM #01
c/o Buka – Ex Casa Discografica CGD – Milano