Mostra accidentale di un anarchico: ROMULO SANS

Quando una shopping bag di Chanel reprime tanto quanto un burqa.

Questa è la metafora del consumismo – e specificatamente del suo lato oppressivo – che Romulo Sans mette al centro della sua mostra da poco conclusa a New York (Crushed presso la White Box Gallery).

Fotografo di moda navigato, art director e ardito provocatore di origine spagnola, con i suoi scatti compie una fusione tra elementi disomogenei in perfetto equilibrio tra il serio e il faceto, l’impegnato e il frivolo, il pop e l’intimistico, la moda e la politica.

 

 

Per esempio in uno scatto si vede all’interno di una piscina vuota una donna che indossa un burqa, seduta su una sedia a rotelle e con alle spalle un cactus di palese forma fallica; questa unione di simboli non solo sottolinea la dimensione erotica del burqa ma anche l’assurdo poetico, l’incontro casuale della donna con il burqa su una sedia a rotelle e una piscina vuota. In un altro troviamo un uomo in un impeccabile abito di sartoria che si avvia all’entrata di un negozio di lusso con in braccio il corpo inerme di una ragazza seminuda con una shopping bag che le “incappuccia” la testa; l’unione delle due figure, che forma una specie di croce, assieme alla differenza di condizione tra i due personaggi può essere visto come una metafora della figura maschile che cerca di annullare e prevalere su quella femminile.

 

 

L’immaginario di Sans è irriverente. Come i surrealisti, converte motivi religiosi, come la vergine, il velo islamico e la crocifissione, in rappresentazioni erotiche e inquietanti. Parallelamente cerca di depoliticizzare ciò che apparentemente lo è.

Romulo Sans è una combinazione rara e terribile tra un artista straordinario e un avventuriero dai forti stimoli con un appetito feroce per la vita e la bellezza.

 

Andrea Tata

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