C’è chi si esprime meglio a parole, chi invece come Vittorio Schiavo ha una capacità comunicativa che si esplicita attraverso immagini e linguaggi visivi.

Graphic designer e fotografo originario di un paese del nord-est Italia, quando gli si chiede di riassumersi in poche parole risponde: “Se non vado a correre mi viene mal di testa, mi piacciono i bazar dei cinesi”.

 

 

Come sei passato dalla grafica alla macchina fotografica?

In realtà non sono mai passato da grafica a fotografia. Faccio foto per tenere una sorta di diario.

 

 

Le tue foto sono molto spontanee, o almeno lo sembrano. Sono scatti casuali o frutto di una preparazione precedente?

Mi piace mescolare foto casuali a foto “preparate”.

 

 

Nel tuo lavoro prendi spunto da modelli di riferimento di qualche genere?

Sono sempre stato un outsider per attitudine. Mi ispira ciò che mi circonda e da dove vengo. Ho dei modelli di riferimento, persone che mi ispirano, ma rielaboro tutto alla mia maniera.

 

 

Com’è nata e si è sviluppata la ricerca fotografica che hai portato nel video di WOMADE #6?

Spesso con la fotografia mi capita di prendere “appunti”: scatto parecchie foto che a volte guardo distrattamente la prima volta, per poi ripassarci sopra mesi dopo. Da qui nasce il progetto per WOMADE, ho rivisto degli scatti vecchi di 2 anni e mi hanno dato l’ispirazione.

 

 

Andando avanti ti piacerebbe approfondire più il tuo lato di grafico o di artista visivo?

Mi interessa approcciare diversi media (l’ho fatto anche recentemente con il video) alla mia maniera.

 

Andrea Tata
 
 

Sabato 16 marzo 2013 @ WOMADE #6

CHIOSTRI di SAN BARNABA – Via San Barnaba 48, MILANO (P.ta Romana)