Forte impatto estetico e cura per i dettagli caratterizzano i video di Roberto Ortu, giovane director e graphic designer arrivato a Milano dalla Sardegna. Interessato da sempre al rapporto tra forma e corpo, si è concentrato sia sulle forme di interazione che i due possono avere tra loro sia su ciò che insieme possono creare.Come mezzo di espressione utilizza soprattutto il body mapping, il temporary tattoo o effetti visivi di vario genere.

 

Tra video e graphic design cosa preferisci?

Non sono due discipline comparabili. Il video può inglobare in qualche modo la grafica e coinvolge più sensi. L’udito è fondamentale; spesso è la musica che mette le basi ad un mio progetto.

 

ROBERTO ORTU - FIO 2

 

Nei i tuoi video si intravede una forte impronta POP. È un’impressione o c’è qualcosa di questa corrente artistica nel tuo lavoro? Fai riferimento a qualche altro tipo di estetica?

Il termine POP è sempre ambiguo. Il mio primo progetto, 7 Steps di Fiorious, è sicuramente pop: per colori, musica e concept. L’estetica che preferisco è quella di Kristoffer Borgli, Nabil, Martin De Thurah e Marcus Söderlund.

 

ROBERTO ORTU - SOLID 2

 

Tutte le tue opere hanno un messaggio o ti è capitato di produrre qualcosa per il puro gusto di farlo?

Mi piace utilizzare un messaggio diretto – essenziale – poco introspettivo. Non mi va per ora di caricare i miei lavori di simbolismi forzati. In realtà tutti i progetti che ho fatto fino ad oggi sono nati per puro gusto di farlo, ogni progetto video è nato da una mia intenzione.

 

ROBERTO ORTU - OUT OF 2

 

Qual’è stata la collaborazione che ti è piaciuta di più? Ce n’è una che vorresti fare potendo scegliere?

Non posso scegliere. Il progetto Fiorious comprendeva anche la parte di branding del cantante: plasmare da zero l’immagine di un artista è stato gratificante e divertente. In Solid Gold abbiamo lavorato con Andrea e Simone (i protagonisti del video), due gemelli spettacolari su una spiaggia sarda altrettanto bella. In Out of body è stato interessante vedere come con poche direttive Tanya (la protagonista) abbia saputo interpretare il ritratto di donna che avevo in mente. L’ultimo progetto, POSH, forse è stato quello più divertente in fase di realizzazione: avere un albergo a nostra completa disposizione e 10 ragazzi molto maleducati (sotto mia ordinazione), è stato sicuramente un gran delirio. Vorrei dedicarmi ai fashion movies – la maggior cura dell’estetica in un video mi piace –  e in particolare mi piacerebbe lavorare con Pierre Debusschere.

 

 

Quali sono le realtà di Milano – artistiche e non – per cui vale la pena vivere/ lavorare qui?

Non mi sono ancora trasferito a Milano e quindi non vivo appieno il clima e le realtà della città. Nella grafica La tigre e ScombinAnto sono due progetti molto forti. Ho avuto modo di conoscere e lavorare per Stefano e Riccardo, i due ragazzi del magazine di food Gnam Box, bravi, ospitali, e fanno risotti ai funghi fenomenali.

 

ROBERTO ORTU

 
Andrea Tata
 
 
Sabato 26 gennaio 2013 @ WOMADE #5
CHIOSTRI di SAN BARNABA
Via San Barnaba 48 – MILANO (P.ta Romana)