Il mito al femminile: ALCOOLIQUE

Rocco Adriano Galluccio coltiva la sua passione per la moda e la fotografia fin da giovane, passando dalla camera oscura dello zio alle agenzie di styling quando ancora è adolescente.

Studia Disegno Industriale per la Moda e nel frattempo lancia una collezione di t-shirt, Roch Hadrien Coquelet, che riscuote molto successo nell’ambiente dei club partenopei.

Con il trasferimento a Milano arrivano i lavori per brand di fama internazionale e la decisione di continuare la propria formazione culturale dall’altra parte del mondo, a Bali.

Tornato in Italia forte di questa esperienza crea ALCOOLIQUE, un brand dedicato all’urbanwear declinato in chiave couture che vuole riportare alla luce in modo essenziale la tradizione sartoriale napoletana, promuovendo tessuti e manodopera esclusivamente Made in Italy.

 

 

Nel corso degli anni la tua formazione è stata molto varia: hai sviluppato t-shirt, hai lavorato per grandi aziende, hai viaggiato… qual’è stato il momento decisivo che ti ha portato a decidere di creare un brand indipendente?

In realtà non c’è stato un vero e proprio momento decisivo, credo di aver sempre saputo dentro di me che questa era la strada che volevo intraprendere. Tutte le esperienze che ho vissuto non hanno fatto altro che accrescere la mia passione fino al momento in cui ho deciso di muovermi con le mie gambe e tuffarmi in questa meravigliosa avventura.

 

 

Sei già alla quarta collezione: creare è diventato più semplice ora che ALCOOLIQUE ha un’identità più forte, o le sfide restano invariate?

Le sfide ci sono sempre ed è anche grazie a queste che riesco a mettermi in gioco giorno dopo giorno, collezione dopo collezione… la vera forza di Alcoolique è anche quella di saper mantenere intatta la sua identità, pur declinandola costantemente ai nostri tempi. Ogni volta penso ad una donna differente e mi ispiro ad una donna differente, ma tutte loro sono guidate da un unico comune denominatore: essere contemporanea. Può essere contemporaneo solo chi conosce il passato e non lo rinnega. Anzi, deve andarne orgoglioso, deve sentirne l’importanza. Non c’è albero senza radici. E non c’è contemporaneità senza tradizione.

 

 

La tua ultima collezione AW12/13 è pulita, colorata senza essere chiassosa, e soprattutto sembra perfettamente accessibile senza risultare banale: per che tipo di donna l’hai pensata?

Antica e futura. Tradizionale. Rigorosa. Romantica. Donna. E’ la donna consapevole della propria femminilità, è la donna che rifiuta la volgarità, è la donna che non grida ma sussurra.

 

 

Puoi parlarci della collezione che esporrai in occasione di WOMADE #3?

Donna, innanzitutto. Partenope, semidea, regina, sirena. Partenope, napoletanità. Partendo dal mito e dalla leggenda sono giunto col pensiero alla donna moderna, per nulla dissimile alla mitica Partenope. Quindi, nella collezione SS13 ho affrontato il tema universale del mito femminile, della donna emancipata, di colei che sogna, che lotta, che ammalia, che viaggia, che regna, che domina sé stessa e il mondo che la circonda. Una commistione di canoni classici e accenti moderni, una sinfonia di giochi cromatici delicati ma decisi, molti dettagli preziosi e tessuti che vanno dai pizzi al metallizzato. E poi ci sono le stampe, rigorosamente disegnate a mano.

 

 

Cosa c’è nel futuro di ALCOOLIQUE?

Il futuro di Alcoolique è un orizzonte bellissimo. Amplierò la gamma, ho molte nuove idee da realizzare. I progetti sono decine e presto varcheremo il territorio nazionale.

 

 

Intervista a cura di Alice Alessandri
 
 
Sabato 29 settembre 2012 @ WOMADE #3
CHIOSTRI di SAN BARNABA
Via San Barnaba 48 – MILANO (P.ta Romana)