Ambra Pegorari nasce a Casale Monferrato nel 1986 ed è una giovane artista piemontese che da pochi anni si è affacciata al mondo della fotografia. Laureata in Economia e Gestione Aziendale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si avvicina al mondo della fotografia relativamente tardi. Dal 2011 ha un portfolio su Vogue.it e, sempre attraverso il celebre sito, vince diversi concorsi che le valgono collaborazioni con aziende quali Tod’s e Breil. Vanta pubblicazioni su diverse riviste per quanto riguarda moda e fotografia quali: Moh Magazine, Alila Mag, Foto Cult.

 

 

Da una laurea in economia a una carriera come fotografa: è stato un cambiamento casuale o una decisione consapevole?

Diciamo che è stato un percorso molto casuale. Nell’aprile 2011 ho provato a mandare le mie foto a Vogue Italia, ed è stato proprio da lì che è iniziato il mio vero e proprio percorso. Vogue mi ha dato quella convinzione che fino ad allora era latente, e mi sono resa conto che avrei potuto fare qualcosa nel mondo della fotografia.

 

 

Che ruolo ha avuto la città di Milano nella tua maturazione creativa?

Senza Milano dubito che avrei mai iniziato a fare fotografia seriamente. Gli anni che ho vissuto in questa città mi hanno dato spunti di ogni tipo. Ho vissuto in Brera e lì per me si respira un’aria artistica difficile da trovare altrove. Ogni angolo, ogni palazzo, ogni momento mi racconta qualcosa di speciale che devo assolutamente fermare in un’immagine.

 

 

Quando parli del tuo lavoro fai spesso riferimento ai termini “luce” e “natura”, come rientrano questi elementi nei tuoi scatti?

La luce e la natura sono i 2 elementi essenziali nelle mie fotografie. La luce in primis mi fa creare forme nuove e attraverso movimenti impercettibili riesce a trasformare una foto banale in qualcosa di eccezionale. E’ la mia base personale.
Per quanto riguarda la natura, ho un legame profondo, probabilmente accentuato dal fatto che sono nata tra le colline del Monferrato. Amo immergermi in passeggiate collinari solitarie e fotografare tutto ciò che mi circonda cercando di dargli un sapore eccentrico.

 

 

Ci puoi descrivere il tuo processo creativo? Le ispirazioni, le tecniche, la produzione…

Non ho un vero e proprio processo. Come dico sempre io sono una sperimentatrice, anche se devo ammettere che mi ispiro molto alla musica e alla lettura. In base a quello che sto ascoltando riesco a dare una specie di “tema” ai miei scatti, mi piace abbinare lo scatto fotografico ai suoni.

 

 
Intervista a cura di Alice Alessandri
 
 
Sabato 29 settembre 2012 @ WOMADE #3
CHIOSTRI di SAN BARNABA
Via San Barnaba 48 – MILANO (P.ta Romana)