Il colore delle cose semplici: IF BAGS

Non posso parlare a nome di tutti, ma è una cosa che a me personalmente capita. Camminando per strada, circondato da vari personaggi con gli stili più diversi, la prima cosa che noto è il dettaglio che contraddistingue individualmente: l’accessorio. Non è prettamente necessario, non sempre almeno, ma è un particolare che serve a comunicare al mondo chi e che tipo di persona siamo. È qualcosa che fa la differenza. O almeno… solitamente è così.

Il caso di IF Bags è l’eccezione che conferma la regola: mi è capitato di vedere gli accessori di questo brand su soggetti diversissimi tra loro come figli dei fiori, persone dallo stile semplice, sportivi, hipster, viaggiatori, fashionisti… e potrei andare avanti! Ma cosa rende IF Bags il minimo comune denominatore per persone dalle esigenze così diverse? Semplice, la semplicità (perdonate il gioco di parole).

Le 3 ragazze fondatrici – Isabella de Felice, industrial designer, Francesca Mesiano, scenografa, e Claudia Legnani, imprenditrice – hanno saputo rimescolare una serie di ingredienti (quali una palette di 23 colori, 4 tipi di corde, la manualità, l’ecopelle e una cura premurosa dei dettagli) dando vita alla personalizzabile “ricetta della semplicità”.

Un bisogno che prende una forma, perché “IF potrebbe non essere lo zainetto per tutti, ma tutti quelli che hanno qualcosa da metterci dovrebbero averne uno”.

 

 

Iniziamo con una domanda che avrei sempre voluto fare: Per cosa sta “IF” e perché proprio questo nome per il vostro brand?

Quando abbiamo avuto in mano il primo zainetto ci siamo guardate e ci siamo chieste “E adesso? Come vogliamo chiamarlo?”. Dopo aver proposto nomi assurdi, abbiamo deciso che la cosa migliore fosse usare le iniziali dei nostri nomi (Isabella, Francesca, Claudia), una cosa semplice come il concetto del nostro prodotto. Il problema è sorto quando ci siamo rese conto che l’acronimo sarebbe stato CIF o peggio ancora FIC… Claudia allora si è sacrificata, scomparendo dal nome che è rimasto IF. Suona bene, lascia aperte delle possibilità, è un “SE” e allo stesso tempo è semplice da ricordare!

 

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Picasso diceva di aver impiegato una vita a imparare a dipingere come un bambino, definendo il suo stile e privandolo di inutili orpelli. Quanto tempo ci è voluto e come si è arrivati alla vostra “ricetta dell’onesta semplicità”?

Ci stai paragonando a Picasso?! Wow! Potrei dirti che è stata una ricerca dura e faticosa, ma la realtà è che è nato tutto molto spontaneamente. Sicuramente hanno inciso le nostre formazioni: Isabella è product designer, Francesca è scenografa e Claudia si è sempre occupata della gestione contabile dell’azienda di famiglia. Nessuna di noi usava borse, ma piuttosto sacche di vario tipo o zaini. Ci è venuto spontaneo pensare a una forma che fosse molto semplice e ci siamo in particolare soffermate sul tipo di chiusura che avremmo voluto: un quadrato di legno con quattro buchi in cui infilare le due corde; è una cosa che abbiamo “inventato” noi e di cui andiamo molto orgogliose! Dal primo prototipo alla produzione vera e propria sono passati circa due anni. Sembrano un’eternità, ma per noi sono volati!

 

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Nel vostro lavoro si percepisce un’atmosfera di forte artigianalità, ma anche qualcosa di appartenente al “marinaresco” (parlo sia del tipo di corde, sia dei dettagli in legno ma anche della vostra mascotte barbuta disegnata da NAKI). C’è un legame particolare che vi lega a questo mondo?

Ci fa piacere che l’artigianalità venga percepita, ci teniamo tantissimo a ribadire che gli zaini li facciamo noi, a Corsico. Curiamo tutto, dalla nascita fino alla vendita: tagliamo i rotoli di materiale, fustelliamo, occhielliamo, serigrafiamo. Questo è possibile grazie alla disponibilità della famiglia di Claudia che ci ha concesso di usare tutti i suoi macchinari. Isabella è di Napoli, quindi sicuramente il suo legame con il mare è parte del suo vissuto. La collaborazione con Naki è nata per un’esigenza da ambo le parti: è come se ci fossimo riconosciute! Il primo marinaio – che si chiama Maria (!) – è nato da una suggestione di Isa che poi Naki ha saputo rendere perfettamente con la sua illustrazione. Il risultato è che spesso il collegamento tra lo zaino e il mare sorge spontaneo, tanto che una IF ha partecipato ad un progetto di nome Atlantic Odissey: una barca a vela, con equipaggio tutto al femminile (tra cui l’italiana Caterina Falleni, premiata dalla NASA per aver inventato il primo frigorifero senza corrente), partita da Lanzarote per attraccare a Martinica tre settimane dopo insieme a una IF!

 

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Negli ultimi anni sia nello stile di strada che altrove si è insediato sempre di più il minimalismo e l’amore per il neutro, soprattutto parlando di colori. In questo contesto come si inserisce la coloratissima realtà di IF?

Speriamo che If sia sempre visto come “filosofia di vita” e oggetto di design. Nonostante la tendenza attuale sia il total black crediamo che il nostro zaino stia bene sulle spalle di chiunque: dal fashion victim allo sportivo, dal nerd (categoria che adoriamo!) alla sciura milanese. Insomma “le cose davvero importanti non hanno bisogno di grandi spazi” e quindi se a una forma semplice si unisce un colore un pochino “pazzariello” che male c’è?! 😉 Siamo sempre stupite di vedere quanto quello che facciamo piaccia. Facciamo del nostro meglio per migliorare e anche, perché no, per andare incontro alle tendenze del momento attraverso capsule collections che introducono l’uso dell’ecopelle dorata o i motivi a bandana. Crediamo che rimanere troppo fedeli a se stessi possa alla fine paralizzare, cerchiamo di capire cosa ci succede intorno e di interpretarlo a nostro modo.

 

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Oltre le tante novità e sviluppi che ci sono stati finora cosa si prospetta nel futuro di IF BAGS? Conquistare anche il resto del mondo, magari?

Vorremmo riuscire a essere conosciute dappertutto per il nostro zaino “base”, il monocolore. Abbiamo partecipato per due volte a Pitti, questo ci ha aperto molte strade a livello nazionale, in sei mesi siamo riuscite ad essere in 50 negozi italiani. Per noi che facciamo tutto a mano è già un enorme traguardo; molto impegnativo ma bellissimo. Attraverso vari e-commerce stiamo cercando di capire come funziona il prodotto oltre i confini italiani e per ora stiamo avendo grandi soddisfazioni. Un passo importante che abbiamo fatto quest’anno è stato aprire il nostro monomarca a Mykonos, un’isola meravigliosa in cui le IF se la godono di brutto! A Milano procediamo fino a Dicembre con il temporary shop di Via Vigevano 11. Contemporaneamente stiamo lavorando a un progetto ambizioso: l’IF Creative Lab. Una realtà che vuole racchiudere in un unico spazio fisico artisti, artigiani e grafici, il tutto con nuove modalità di collaborazione e produzione che vanno al di là dell’idea di co-working. Ci piace l’idea di metterci alla prova in un progetto che non sia solo lo zaino, abbiamo intorno talmente tanti talenti che non poteva che venirci in mente di unirli in un grande contenitore comune in cui si azzerino le distanze tra ideazione, creazione e produzione. Abbiamo un bello spazio da sfruttare e tutti i macchinari, vogliamo non sia solo nostro. Per maggiori dettagli però dovrete aspettare ancora un pochino, per ora è tutto in fase evolutiva…!

 

www.ifbags.it

 

Andrea Tata
 
 
Sabato 26 gennaio 2013 @ WOMADE #5
CHIOSTRI di SAN BARNABA
Via San Barnaba 48 – MILANO (P.ta Romana)